
Nell’asta della londinese The Coin Cabinet, uno dei cinque dinari d’oro rimasti di Kanishka I, imperatore della dinastia kushana, in Asia centrale, fondata all’inizio del I secolo d.C.
A far memoria di Kanishka I, terzo imperatore della dinastia kushana, in Asia centrale, fondata all’inizio del I secolo d.C., restano solo le sue splendide monete. Come il dinaro d’oro, uno dei cinque conosciuti, col ritratto di Buddha, a dimostrazione della grande fioritura del buddismo avvenuta durante il suo regno. C’è chi ipotizza che questa moneta sia stata coniata durante il quarto Concilio buddista della tradizione Sarvastivada patrocinato dallo stesso sovrano. Rinvenuto qualche tempo fa nei pressi di Peshawar, la capitale principale dell’impero, incastonato in un anello, il conio monetato costituisce il pezzo forte dell’incanto londinese The Coin Cabinet (www.thecoincabinet.com) di giovedì 4 settembre.
All’incanto
Stimato 50 mila sterline, al diritto il dinaro propone il ritratto frontale del sovrano con fiamme sulle spalle, impegnato a compiere un sacrificio, mentre il rovescio offre l’immagine di Buddha con nimbo circondato da una mandorla e la mano alzata nel gesto dell’Abhaya Mudra, la mancanza di paura espressa attraverso la mano destra alzata all’altezza della spalla con il braccio piegato ed il palmo rivolto verso l’esterno. Identica




