
Un 500 rana in acque libere? Quella che poteva sembrare fino a poco tempo fa una follia, o anche una perdita di tempo, è invece diventata una realtà. Che diverte i partecipanti e apre al settore una porta praticamente inesplorata. I pionieri, come spesso capita in questo campo, sono gli organizzatori dell’Italian Open Water Tour. “La rana – spiega l’ideatore e responsabile Marcello Amirante – è uno stile indubbiamente emarginato nelle varie gare di acqua libere, ma è altrettanto vero anche che tanti ranisti sono appassionati di acque libere. Quindi noi non abbiamo fatto altro che dare una opportunità a questa loro passione”. E l’esperimento è più che riuscito: un anno fa nella 500 rana inaugurale al lago di Caldonazzo si erano registrati 40 iscritti, un anno dopo, stessa location, in acqua sono entrati in 85. Quasi la stessa media tenuta nelle altre tre occasioni concesse ai ranisti, alle Tremiti, a Gaeta e a Camogli. Così a Caldonazzo abbiamo interpellato direttamente i vincitori della gara maschile e femminile, Marco Moratello ed Elisa Fiorini, ranisti doc, per capire come funziona.




