
di Roberto Brumat
A Bocca di Casèt si catturano esemplari per misurarli, pesarli, controllarne le condizioni di salute e dotarli di un anellino col loro codice identificativo. La stazione di Tremalzo festeggia con talk e porte aperte
Trent’anni di ricerche sulla migrazione degli uccelli che già a luglio lasciano le regioni baltiche, passano per le Alpi diretti in Africa dove entrano dalla “porta” della Penisola Iberica. È il lavoro finora svolto dalle stazioni di inanellamento – tra cui quella di Bocca di Casèt al valico di Tremalzo (quota 1.690) sulle Alpi Ledrensi – dove si catturano alcuni esemplari per misurarli, pesarli, controllarne le condizioni di salute e dotarli di un anellino col loro codice identificativo: il fine è conoscere le rotte percorse, le aree di sosta e riproduzione, la durata della migrazione, quanto vivono gli individui e come il riscaldamento globale sta cambiando le loro abitudini. Le Alpi sono uno dei passaggi obbligati dove ogni anno, da fine di agosto ai primi di novembre, si assiste a uno degli spettacoli più affascinanti per gli appassionati di natura: la migrazione degli uccelli verso le lontane terre del sud. Per essere testimoni di questo evento naturalistico è sufficiente fare una comoda


