Tensioni Usa-Iran, sale ancora il prezzo del petrolio
Sul fronte geopolitico, nel frattempo, sono tornate ad acuirsi le tensioni in Medio Oriente dopo che Washington ha colpito con un drone due rampe di lancio iraniane che, secondo funzionari americani, si preparavano a utilizzare razzi per disseminare nuove mine navali nello Stretto di Hormuz. Teheran ha inizialmente riferito soltanto di un’esplosione, prima che i pasdaran confermassero l’attacco e promettessero la «punizione dell’aggressore». L’Iran ha poi risposto colpendo obiettivi americani in Giordania. I timori di nuove interruzioni dell’offerta hanno fatto schizzare i prezzi del petrolio, con il Brent che stamani supera la soglia dei 90 dollari al barile, attestandosi a 90,74 dollari, in rialzo del 3%, mentre il Wti ha oltrepassato gli 85 dollari, a 85,63 dollari, con un progresso del 2,73%. Le nuove tensioni hanno riacceso i timori per i flussi energetici attraverso lo Stretto, una delle rotte più importanti al mondo per il trasporto di petrolio e gas, dove il traffico navale resta fortemente condizionato dal conflitto in Medio Oriente, ormai entrato nel sesto mese. «Il rischio per l’offerta resterà elevato e le scorte di petrolio continueranno a diminuire nelle prossime settimane e nei prossimi mesi», ha osservato Tamas Varga, analista




