
Francia e Germania riaprono lo scontro sull’euro: Mélenchon chiede di congelare il debito alla Bce, mentre Alice Weidel rilancia l’uscita dalla moneta unica.
Tra Iran, Ucraina e l’Italia che negli ultimi anni è andata un pochino meglio dei suoi cugini continentali, qualcuno magari è stato tentato di ritenere che uno dei problemi principali dell’Unione europea, la moneta unica, fosse scomparso. A ricordarci che non è così, e che la tenuta dell’euro nel prossimo futuro è tutt’altro che scontata, ci hanno pensato nientemeno che i principali azionisti dell’Ue, Francia e Germania. Jean-Luc Mélenchon, candidato di sinistra alle presidenziali transalpine, ha proposto di cancellare il debito francese tenuto in pancia dalla Banca centrale europea, o quantomeno che Francoforte rinunci agli interessi. Un’idea che sicuramente incontrerebbe l’opposizione dei Paesi cosiddetti frugali e, qualora attuata, romperebbe uno dei tabù dell’eurozona, mettendo seriamente in discussione le regole su cui si regge. A Berlino, invece, la leader del primo partito tedesco Afd, Alice Weidel, ha affermato che in caso di vittoria punterebbe all’uscita dall’euro e da Schengen. Insomma, chi derubricava le critiche alla moneta unica come un vezzo propagandistico di qualche personaggio in cerca di autore, forse, dovrà ricredersi.
Da Salvini a Sassoli, il vecchio




