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Primarie del campo largo, è già caos: diciottenne, l’anziano partigiano o il papa straniero

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di Monica Guerzoni

Elly Schlein deve illustrate la linea del Pd. Ma intanto le ipotesi, anche suggestive, si rincorrono

Salsicce, gnocco fritto e una domanda: «E quindi?». Aleggerà il 13 settembre tra gli stand della festa dell’Unità di Reggio Emilia, assieme agli storici e simbolici aromi di salsiccia e gnocco fritto. E forse quel giorno, tra il palco, il retropalco e i selfie con i militanti, Elly Schlein lascerà cadere qualche altra briciola a mo’ di indizio, dopo che ieri ha stoppato il dibattito «inutile e dannoso» che da giorni appassiona e divide il campo dell’alternativa. E quindi, segretaria, si faranno le primarie? E quando? Potranno votare tutti? O il leader della coalizione che sfiderà la destra sarà il capo (o la capa) del partito che prende più voti?

In assenza di colpi di scena il campo progressista sembra destinato ad avvitarsi ancora a lungo su quelle che Schlein ha bollato come «sfumature», nell’evidente tentativo di rimandare le scelte che contano. Il leader, certo, ma prima ancora il tanto atteso programma: la bibbia laica che, negli auspici di Schlein, Conte, Bonelli, Fratoianni, Renzi e via allargando dovrebbe consentire agli sfidanti di Meloni di vincere le elezioni e

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