
di Simone Canettieri
Proposte, veleni e sospetti: ecco che cosa è successo nelle chat dei giornalisti, registi e autori della trasmissione
Sono «i ragazzi della palazzina ex tg». Primo piano della sede Rai di via Teulada. Dove abita (o meglio: a questo punto abitava) la redazione di Report, che da quando è scoppiato il caso di Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola sembra essere più un reality show, che la «cucina» di un programma d’inchiesta. Liti e congiure, chat che vengono abbandonate, «soffiate» a Ranucci con tanto di screenshot. Non mancano proposte di piani editoriali inviate al direttore degli Approfondimenti Paolo Corsini “marchiate” per scoprire l’eventuale malacarne che le potrebbe girare ai giornali. Ma anche accuse di carrierismo, dubbi di qualunquismo che sfociano nell’accusa di «collaborazionismo» nei confronti dei vertici Rai di Fratelli d’Italia.
La situazione implode fra martedì e mercoledì. Quando Corsini comunica agli inviati di punta che «Sigfrido è fuori: per l’annuncio è questione di giorni». A quel punto gran parte del nucleo storico del programma — sollevato per l’uscita di scena «inevitabile» ma con a cuore il brand — fa un’altra proposta a Corsini. «Lo chiamano Report 2.0». Prevede che la trasmissione, a partire dall’8




