
di Gabriele Ferraris
Il nuovo spazio sul Po ospiterà incontri, dibattiti, presentazioni di libri e laboratori, proprio come lo storico salotto di via Bogino. E se i 100 milioni di Pnnr servissero solo a creare un «doppione» di sinistra?
Nell’immaginario di Stefano Lo Russo la nuova Biblioteca Civica Centrale a Torino Esposizioni e il restyling di via Roma non rappresentano soltanto due tangibili risultati da rivendicare in vista della sperata rielezione, bensì la testimonianza tangibile e duratura del suo passaggio sulla poltrona di sindaco.
In merito a via Roma non mi sbilancio; non mi pare una rivoluzione epocale. Ma è soprattutto sulla nuova Biblioteca del Valentino che Lo Russo coltiva grandi ambizioni. Ci ha investito più di 100 milioni, una bella fetta di Pnrr e Pnc: meno comunque di quanto a inizio secolo si delirava con il progetto dell’architetto Bellini per l’area ex Westinghouse, pagato 16 milioni e mezzo (soltanto il progetto!) e abbandonato nel 2011 quando si capì che realizzarlo sarebbe costato oltre 220 milioni.
Nuovo polo culturale
A detta del sindaco la Biblioteca del Valentino sarà un grande «polo culturale, turistico e di innovazione» che ospiterà incontri, dibattiti, presentazioni di libri, laboratori per grandi




