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Chapsvision, la corsa ai contratti dell’anti Palantir europea. La guida affidata a Sansoni

di Emily Capozucca

L’Europa punta alla sovranità tecnologica e cerca di limitare la dipendenza della gestione dei big data da Palantir. ChapsVision è cresciuta rapidamente soprattutto attraverso quasi 30 acquisizioni e oggi genera circa 200 milioni di euro di ricavi annui.

Non gode ancora della stessa notorietà della statunitense Palantir ma già punta a spodestarla per creare un’alternativa europea. Fondata da Olivier Dellenbach nel 2019 ha sede a Parigi e si chiama ChapsVision. Cresciuta rapidamente soprattutto attraverso quasi 30 acquisizioni, oggi genera circa 200 milioni di euro di ricavi annui. Così mentre diversi governi del vecchio Continente cercano di svincolarsi progressivamente dal colosso americano di software per la gestione dei big data, la società guidata dal franco-italiano Silvano Sansoni, fa incetta di commesse in Europa. L’obiettivo è la sempre più citata sovranità tecnologica, adottando un atteggiamento di prudenza, per mantenere il controllo autonomo su dati sensibili nella difesa, della polizia e della sanità, senza dipendere da poteri esterni.

I contratti

Lo scorso giugno la società ha chiuso un importante contratto con il governo francese per sostituire Palantir nei servizi di intelligence interna, un progetto che coinvolgerà anche l’infrastruttura dati dei ministeri e di circa 50 agenzie pubbliche.

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