
Il gruppo danese prosegue la crescita nel primo semestre dell’anno: utili per 115 milioni. Il ceo Christiansen: «Investiamo sui software ma non useremo l’intelligenza artificiale per il design»
Lego non sente la crisi del giocattolo e archivia un altro semestre da record. Il gruppo danese ha registrato fra gennaio e giugno ricavi in crescita del 21% a 5,6 miliardi di euro e un utile di 115 milioni. Merito della crescita del giro d’affari in tutto il mondo, dove le vendite di mattoncini sono triplicate nel giro di dieci anni.
Il rilancio
E dire che nel 2004 Lego era sull’orlo del fallimento e che, ancora nel 2017, la il gruppo si dibatteva in acque non tranquille. Da allora, però, sotto la guida del ceo Niels Christiansen, Lego si è trasformata in una delle aziende più di successo in Europa e le famiglie che la controllano hanno moltiplicato i loro investimenti nel settore dei parchi a tema e delle energie rinnovabili.
Gli investimenti e il riciclo di materie prime
Anche Lego è al lavoro su un corposo piano di investimenti che prevede la costruzione di una nuova fabbrica in Virginia, negli Stati Uniti, e l’utilizzo di plastica riciclata per la costruzione di




