
di Lorenzo Cremonesi
Sono momenti di calma mentre solchiamo le acque e ci permettono di riflettere su cronaca, storia e memoria
CANALE DI LANCASTER (Canada settentrionale) – La mattina presto di domenica 23 agosto salpiamo da Port Leopold alla volta di Burnett Inlet, una baia profonda incuneata nell’isola di Devon, a circa 80 miglia da noi. Sono una dozzina di ore di navigazione a motore tra i 6 e 7 nodi. Annoto sul diario.
In questa tratta della navigazione raggiungiamo il punto più settentrionale del Passaggio, ricorda il capitano Alberto.
Sono momenti di calma e permettono di riflettere su cronaca, storia e memoria. Guardo il mare verde, vicino a noi passa pigramente un gruppo di foche, alcuni iceberg si disegnano come macchie bianche sullo sfondo delle scogliere scure, la natura attorno appare magnifica e allo stesso tempo terribilmente fragile di fronte al potenziale distruttivo degli uomini. Le ultime notizie riportano queste acque al cuore della grande politica internazionale.
La Cina sta intensificando le rotte commerciali dell’Artico. La Russia esporta energia dalla Siberia. Canada e Stati Uniti sono ai ferri corti. Il premier Mark Carney rifiuta gli accordi sui dazi imposti da Donald Trump. , segnala




