
di Guido Santevecchi
Rinnegato un supporto di 70 anni: Trump ordina di ridurre drasticamente le esercitazioni con Seul e loda il leader della Corea del Nord
L’esercito degli Stati Uniti, sotto la bandiera dell’Onu, ha combattuto e perso migliaia di uomini per difendere la Sud Corea dall’aggressione nordcoreana tra il 1950 e il 1953. Da allora, per più di 70 anni, il contingente americano schierato intorno a Seul ha condotto centinaia di manovre militari congiunte con le forze del Sud, per mantenersi pronto a proteggere l’alleato e per avvisare la dinastia Kim delle rovinose conseguenze di una nuova avventura.
Eppure, il governo amico ha saputo solo dal social trumpiano Truth, domenica 16 agosto, che il presidente aveva ordinato al Pentagono di ridurre drasticamente le imminenti esercitazioni Ulchi Freedom Shield (Scudo di libertà) che ogni anno impegnano a sud del 38esimo parallelo fino a 17.000 militari Usa e 50.000 sudcoreani. «Non siamo stati informati in anticipo», ha detto al parlamento di Seul il ministro degli Esteri Cho Hyun.
Lodi per Pyongyang
Per Trump, quei giochi di guerra che dovrebbero garantire efficienza operativa al dispositivo di deterrenza «convenzionale» dei due eserciti alleati sono «troppo costosi (e il conto




