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Interpol: «La società non riflette più. Nel nostro nuovo disco un brano sulla guerra in Ucraina»

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di Marta Blumi Tripodi

La band americana alt-rock pubblica «This Mirror Weighs a Ton»: «I giovani sono più aperti in termini di generi. Per gli Usa è un momento difficile»

C’è stato un periodo, nei primi anni 2000, in cui gruppi newyorkesi come gli Strokes, gli Yeah Yeah Yeahs o gli Interpol, nati nei sotterranei di piccoli locali sconosciuti, erano i portabandiera di un nuovo suono alt-rock che conquistò il mondo. «Quando però abbiamo cominciato noi, alla fine degli anni Novanta, in città nessuno si filava le band», sorride Daniel Kessler, che degli Interpol è co-fondatore e chitarrista. «Forse anche per quello ci siamo tutti impegnati così tanto per farci notare. Fu un periodo magico, ma sul momento quasi non ci accorgemmo che stava succedendo qualcosa». 

Quasi tre decadi dopo, Kessler e soci sono ormai un’istituzione. Il loro ottavo album, This Mirror Weights a Ton, è prodotto da Andrew Wyatt, famoso per aver lavorato con Lady Gaga, Bruno Mars e Miley Cyrus («Ma non lo abbiamo scelto per quello: è un caro amico, un newyorkese come noi, ha una sua band» sottolinea Kessler). Uscirà il 28 agosto ed è già stato definito dalla critica internazionale il loro

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