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A Pantelleria scoperto un pipistrello di origine africana

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di Salvo Fallica

Il Nitteride di Tebe finora mai confermato con certezza in Europa

La scoperta scientifica avvenuta a Pantelleria, il primo avvistamento del pipistrello nitteride di Tebe (Nycteris thebaica) sul suolo europeo, mostra una storia diversa, nascosta, e fa ulteriore luce sulle capacità degli animali di adattarsi ad ambienti differenti. Pantelleria si conferma, così, un laboratorio naturalistico e scientifico a cielo aperto, oltre che un ponte tra continenti. L’isola, che fa parte del territorio dell’ex provincia di Trapani, è più vicina alla Tunisia che alla Sicilia, ed è da millenni un crogiolo di civiltà, luogo di incontri di popoli. E nel contempo è anche un paradiso naturalistico di bellezze meravigliose e suggestive e di biodiversità.

Un gruppo di ricerca internazionale è riuscito a registrare i richiami estremamente deboli e ad alta frequenza, invisibili ai monitoraggi convenzionali, del pipistrello nitteride di Tebe, ampiamente diffuso in Africa, la cui presenza in Europa non era stata mai confermata. Nessun esemplare è, oggi, conservato in museo, nessuna descrizione è stata fatta in precedenza, e nessun riferimento è attribuito a località precise. Solo indicazioni generiche, brevi cenni in alcune monografie di illustri naturalisti dell’Ottocento del secolo scorso sulla fauna siciliana. 

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