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L’Europa assembla le elettriche, ma l’Asia controlla le batterie

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La base di partenza è che, entro il 2030, oltre 28 milioni di auto elettriche o ibride plug-in potrebbero uscire dagli stabilimenti europei, richiedendo circa 2.000 GWh di capacità produttiva.

Secondo il report, senza una filiera realmente competitiva le aziende del settore potrebbero perdere 10,5 miliardi di euro di profitti nei prossimi quattro anni. Un dato particolarmente rilevante se si considera che le batterie rappresentano circa il 40% del costo complessivo di una BEV.

L’Europa rischia così di assemblare veicoli elettrici nei propri stabilimenti, lasciando però agli operatori asiatici il controllo delle tecnologie chiave e della quota maggiore del valore aggiunto. Le Case automobilistiche risulterebbero inoltre più vulnerabili alle tensioni geopolitiche e alle possibili interruzioni della catena di approvvigionamento.

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