
Cappellini svela i messaggi tra lui e il faccendiere. Sinistra sempre più in imbarazzo. Intanto gli uomini che hanno piazzato la bomba chiedono di essere sentiti dai pm e minacciano altre rivelazioni
«Sbaglio o mi hai scritto che Sigfrido Ranucci ti ha chiesto di fargli l’attentato?». È l’una e 34 di notte del 7 luglio scorso ma il direttore di Repubblica, Stefano Cappellini, non ha sonno e per primo si pone la domanda maliziosa che oggi aleggia sul torrido Ferragosto italiano. Anzi, il quesito lo pone direttamente a Valter Lavitola, con il quale è in conversazione Whatsapp.
Il faccendiere gli ha appena scritto con gentilezza partenopea: «Credo che dopo l’interrogatorio mi arresteranno. Spero molto che l’aver intrattenuto rapporti con me non ti venga a pregiudicare, anche se dato il tuo spessore mi sembrerebbe difficile. A meno che non decidessi di chiedermi di fare un attentato anche a te».
Il messaggio notturno e il retroscena del sondaggio politico
A questo punto il dubbio di Stefano Cappellini sarebbe più che legittimo, il giro di frase lascia aperta la porta a ogni interpretazione, anche alla più surreale, da serie tv di Netflix con sceneggiatura di Harlan Coben. Ma Valter Lavitola smentisce, come




