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Totò è il duca Gagliardo e «quizza» con Mike Bongiorno

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di Maurizio Porro

«Totò lascia o raddoppia?» è un omaggio al game show. Al film, che nel 1956 incassò 527 milioni, prese parte anche il celebre conduttore

Tra La banda degli onesti, in cui Totò faceva il falsario con Peppino, e Totò Peppino e la malafemmina, il cult in cui i due arrivano in Piazza del Duomo a Milano come fossero in Siberia (un miliardo e mezzo l’incasso), nel ’56 Totò girò un terzo film, sempre dell’amico regista e sceneggiatore Camillo Mastrocinque, Totò lascia o raddoppia?

Un omaggio alla trasmissione del giovedì, il quiz top con Mike Bongiorno che faceva ritardare l’orario degli spettacoli anche a teatro.

Totò è il duca Gagliardo della Forcoletta dei prati di Castelrotondo, squattrinato e amante dei cavalli, così si iscrive al quiz di Mike sull’ippica, ma si inserisce un altro gioco in cui due gangster che scommettono su Totò, lo minacciano e lo rapiscono in un calderone di trovate rivistaiole (copione di Vittorio Metz e Marcello Marchesi) ma con un Totò in gran forma, come sempre a ruota libera.

Marchesi diceva che costruivano sul grande attore napoletano storie comiche che avessero diretto rapporto con la realtà, il Giro d’Italia,

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