
di Natalia Distefano
Le serate panoramiche sono il rito collettivo che unisce enogastronomia, design e intrattenimento consumato ogni giorno nelle altane gourmet del centro storico, ma anche negli spazi industriali della periferia
Di giorno infuocati e inavvicinabili. Ma quando il sole cala dietro lo skyline unico della Capitale — fra cupole, archeologia e architetture metropolitane — i tetti romani diventano il rifugio prediletto di chi la sera va a caccia del Ponentino (meglio se con vista, un buon cocktail e gastronomia d’autore). E la città non va a dormire, piuttosto sale ad alta quota per declinare in chiave estiva il concetto di relax urbano. Un rito collettivo che unisce design, enogastronomia e intrattenimento consumato ogni giorno nelle altane gourmet del centro storico, dove i monumenti sembrano a portata di mano, ma anche negli spazi industriali della periferia.
In hotel con vista mozzafiato
A fare la parte del leone i grandi alberghi, che — dimessa finalmente l’aurea esclusiva di luoghi per soli turisti — sono ormai entrati nella routine cittadina, come d’altronde già accade nel mondo, da Tokyo a New York. E accanto ai mostri sacri dell’hôtellerie di lusso che continuano a incantare con i loro salotti vellutati —




