Home / Spettacoli / Iacchetti: «Il cinema è in mano a una conventicola romana, ma io sogno un film con Avati. De Gregori e la Palestina? Non rinuncerò mai a schierarmi»

Iacchetti: «Il cinema è in mano a una conventicola romana, ma io sogno un film con Avati. De Gregori e la Palestina? Non rinuncerò mai a schierarmi»

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di Massimo Laganà

L’attore ospite del Food Film Fest a Bergamo parla della sua carriera post Striscia e della sua vita privata: «Fare il nonno giova gravemente alla salute»

Il bene si fa, ma non si dice. Enzo Iacchetti, 73 anni, si muove nel solco della regola evangelica. Il comico cremonese, che ha messo le radici sulle sponde del lago Maggiore, si prodiga da vent’anni in ambito no profit. Con discrezione e senza supporti mediatici. Ci mette tempo e denaro. Enzo, già icona televisiva al Costanzo Show e a Striscia la notizia, lavora per la Icio Onlus, fondata dal suo inseparabile amico, Icio De Romedis. Assieme al quale ha girato tre cortometraggi a sfondo umanitario. Questa sera i due attori saranno a Bergamo e presenteranno la loro opera d’esordio, «Oggi offro io», in occasione dell’apertura del Food Film Fest. La rassegna, felicemente in bilico tra cinema e gastronomia, è giunta alla tredicesima edizione, che declinerà il tema della metamorfosi, nell’arco delle sue quattro serate in piazza Mascheroni, in Città Alta.

«Sono felice di esserci — dice Iacchetti —. Lo spirito dell’evento è in linea con le idee che portiamo avanti. Il cibo è vita, nutrimento. L’obiettivo dell’associazione

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