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Femminicidio di Tania Terrin, Semenzato (Noi Moderati): «Custodia cautelare subito se è a rischio la vita della donna»

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La deputata: «I momento di riavvicinamento non devono trarre in inganno, spesso sono frutto delle modalità insidiose e manipolatorie in cui può svilupparsi la violenza domestica»

Ma perché, se la pericolosità di Dino Keber era nota, non si è riusciti a evitare l’ennesimo femminicidio? «L’uccisione di Tania Terrin ad opera dell’ex compagno rende evidente che le misure di prevenzione, quali l’ammonimento del questore, pur molto utili non possono sostituire le misure di custodia cautelare — sottolinea Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e deputata veneziana di Coraggio Italia e di Noi Moderati —. In presenza di un reale rischio di morte, e dei presupposti di legge, l’adozione della custodia cautelare in carcere salva la vita della donna e il suo aggressore dal carcere a vita».

I reati spia

E aggiunge: «La legge sul femminicidio del 2025 ne ha reso più facile l’applicazione, introducendo una presunzione di adeguatezza in presenza dei cosiddetti reati spia, cioè stalking e maltrattamenti in famiglia. Il momentaneo riavvicinamento della vittima non deve trarre in inganno: come ribadito dalla Cassazione, la mancata denuncia, la ritrattazione dell’accusa, così come i riappacificamenti spesso sono frutto delle modalità insidiose e manipolatorie in cui può svilupparsi la violenza

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