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La Spagna trova l’intesa con Ceuta: sì a quattro aree di accoglienza

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di Sara Gandolfi

Nell’enclave molti a digiuno per chiedere asilo. Il governatore Vivas ha minacciato di rivolgersi alle massime autorità giudiziarie se la situazione non dovesse migliorare entro 30 giorni

Bocche cucite alla Moncloa, sede del governo spagnolo. Le richieste di intervista a ministri o esponenti del Partito socialista sono rapidamente respinte al mittente. Silenzio dalla Residenza Reale di La Mareta, a Lanzarote, dove il premier Pedro Sánchez prosegue imperterrito la vacanza balneare alle Canarie, interrotta ieri da una videoconferenza con i suoi ministri sul «caso Ceuta», e forse non solo. Ancora una sedia vuota alla Camera alta delle Cortes, quella del ministro degli Esteri José Manuel Albares che, come il collega degli Interni Fernando Grande-Marlaska una settimana fa, ha pensato bene di eludere l’invito a comparire del centro-destra, che in Senato è maggioranza. 

La posizione dell’opposizione è chiara: «Tutti coloro che sono entrati a Ceuta in modo irregolare, minorenni o adulti che siano, devono tornare in Marocco», ha ribadito Cuca Gamarra, vicesegretaria del Partito Popolare. Ed è già polemica per le statistiche ufficiali del governo, secondo cui sono entrati illegalmente a Ceuta un totale di (soli) 1.178 migranti — prima cifra ufficiale dall’arrivo di massa del

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