
di Simone Canettieri
Ma con la Spagna resta la cautela. Il Pd contro la premier danese del Pse per l’asse con Meloni
SAVELLETRI – Trattare sì, ma senza cedere. Dalle vacanze Giorgia Meloni fa sapere che su Spagna e Germania non devono esserci passi indietro, almeno per il momento. Al centro resta la questione migranti, campanello che da destra, alla minima sbavatura, è pronto a suonare con foga Roberto Vannacci.
La situazione non cambia. Da una parte c’è la sospensione di Schengen con Madrid dopo la crisi di Ceuta, dall’altra la richiesta di Berlino di riportare in Italia tre «dublinanti» che non sono i benvenuti. La linea Maginot dell’esecutivo non cambia. Ma niente strappi con la Germania: si lavora infatti a un bel bilaterale distensivo.
Questo doppio forno sta tenendo impegnati i ministri più interessati ai due dossier: il titolare dell’Interno Matteo Piantedosi e quello degli Esteri Antonio Tajani. I due ieri si sono aggiornati al telefono sulla «questione spagnola» che resta in stallo, soprattutto dopo l’ultimo tentativo di assalto di migranti a Ceuta lo scorso Ferragosto. Anche perché intanto dal governo Sánchez non arrivano segnali distensivi: i controlli a campione sui voli che partono dall’Italia




