
di Manuel Colosio
Dal primo settembre il servizio E-Vai verrà sospeso nel capoluogo. Il vicesindaco aggiunge: «Gli abbiamo chiesto di rispettare gli impegni, ma lavoriamo anche ad una alternativa»
Dal primo settembre Brescia resterà orfana del servizio di car sharing nel capoluogo e la vicenda ha scatenato un botta e risposta tra l’amministrazione comunale e il partito di opposizione Fratelli d’Italia. Dopo la notizia, anticipata dal Corriere lo scorso 28 luglio, che E-Vai terminerà il servizio in tutto il territorio regionale perché «l’aumento ormai noto dei prezzi dei carburanti e dell’energia elettrica e quello dei canoni di noleggio auto ha inciso profondamente sulla sostenibilità del servizio di mobilità condivisa», i consiglieri di Fratelli d’Italia hanno attaccato la giunta Castelletti, definendo quanto accaduto «l’ennesimo fallimento strategico e programmatico dell’Amministrazione» e, in particolare, il vicesindaco con delega alla mobilità Federico Manzoni, «che da anni gestisce il settore con risultati sotto gli occhi di tutti».
La replica non si è fatta attendere: in una nota, Manzoni ricostruisce la vicenda, ricordando tra l’altro come E-Vai sia una società del gruppo FNM (controllata quindi da Regione Lombardia, a guida centrodestra) e che il Comune di Brescia «non solo non è responsabile di




