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Via alla vendemmia, il caldo tropicale anticipa la raccolta: prezzi dell’uva in calo e giacenze record, il Piemonte sfida la crisi del vino

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di Christian Benna

Tra i vigneti del territorio si rimette in moto la filiera dell’eno-economia: si parte con Sauvignon, Arneis e Moscato. Davide Abbona, di Marchesi di Barolo: «Il gran caldo ha fatto maturare l’uva, sarà una buona annata»

«Noi cominciamo oggi con il Sauvignon, in anticipo di una settimana, poi proseguiamo con gli altri bianchi e a settembre i rossi. Altri produttori hanno cominciato anche qualche giorno prima. Il gran caldo ha fatto maturare l’uva, sarà una buona annata». Davide Abbona, di Marchesi di Barolo, non ha in agenda tagli alla produzione, nonostante il tema giacenze (in aumento del 6,9% rispetto allo scorso anno) sta facendo tremare il mondo del vino piemontese. «Ci penserà la natura, la grandine, a ridurre le rese. Poi noi abbiamo un buon mercato, 45% in Italia e il resto all’estero», dice l’imprenditore della storica cantina di Barolo.

Eppure il Consorzio di Barolo e Barbaresco ha invitato i propri soci a ridurre del 10% la produzione perché il Piemonte è tra le regioni più esposte a quelle scorte che cominciano a diventare ingombranti in cantina. Si parla di oltre il 9% dell’imbottigliato, tradotto: una etichetta su dieci resta invenduta. Il Barolo, ha

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