
di Marta Serafini
Da Lipsia ai Baltici, cresce la preoccupazione in Europa
Nelle ultime settimane la guerra ibrida russa è tornata al centro delle preoccupazioni europee. Gli episodi emersi tra Germania, Baltico e fianco orientale della Nato indicano che non si tratta di incidenti isolati, ma di una pressione più sistematica, usata da Mosca per intimidire, testare le reazioni occidentali e rendere più fragile il sostegno a Kiev. Il caso più grave è quello di Lipsia, dove è stato sventato il tentativo di colpire con un drone esplosivo un aereo da trasporto militare ucraino nello scalo di Leipzig-Halle, hub logistico di rilievo per la Nato e base europea di Antonov Airlines.
L’episodio mostra che la logistica legata all’assistenza a Kiev è esposta in profondità nel territorio europeo e segnala la disponibilità russa, o di reti che agiscono nel suo interesse, a operare contro infrastrutture sensibili di un grande Paese. Nello stesso contesto, un cargo si è scontrato in volo con un piccolo oggetto non identificato e, il giorno successivo, droni sono stati avvistati sopra una base militare nella Germania occidentale.
A questo si aggiungono gli sconfinamenti di droni in Romania e in Lettonia, che rafforzano




