
di Alessandra Muglia
Jonathan Reiner, ex cardiologo dell’allora vicepresidente repubblicano, nel suo editoriale sul New York Times pone sette domande sulla salute di Trump, basandosi su quanto emerge dai video e dalle foto. L’ira della Casa Bianca
Restano ancora senza risposta le sette domande sulla salute di Donald Trump indirizzate – idealmente – alla Casa Bianca dal cardiologo Jonathan Reiner, già medico del repubblicano Dick Cheney, vicepresidente di George W. Bush.
Ma il suo editoriale sul New York Times – e l’attacco della Casa Bianca che ne è seguito – hanno amplificato le richieste di maggiore trasparenza sullo stato di salute del presidente e messo al centro del dibattito politico il diritto dei cittadini a conoscere l’idoneità del leader, a fronte della cortina di fumo governativa.
Reiner, medico per 27 anni di Dick Cheney, compresi gli otto da vice di Bush alla Casa Bianca (dal 2002 al 2009), ha affermato in un op-ed sul New York Times che gli americani «meritano risposte» sui problemi che affliggono l’ottantenne Donald Trump. E ha posto 7 domande di carattere medico alle quali ritiene che lo staff presidenziale debba dare risposta pubblicamente, dai lividi sulle mani, al gonfiore delle gambe ai




