
I Bond di quasi tutti i Paesi occidentali sono ai massimi da più di dieci anni, il costo di rifinanziamento del debito pubblico sale, ma l’aumento dei rendimenti dei bond ha effetti anche sugli investitori
Per governi e grandi aziende l’interesse sulle obbligazioni emesse sta diventando sempre più costoso. I rendimenti nominali e, soprattutto, quelli reali (al netto dell’inflazione) hanno raggiunto livelli non visti da dieci o vent’anni nelle principali economie avanzate, spinti dall’esplosione dei fabbisogni di bilancio pubblici e dal debutto massiccio dei giganti dell’intelligenza artificiale sul mercato del debito.
Perché gli interessi sui bond crescono
Alla base della corsa dei rendimenti c’è una varia combinazione di fattori fiscali, macroeconomici e di mercato. Partiamo dal più ovvio.
Il Congressional Budget Office americano proietta per l’anno fiscale 2026 un deficit federale statunitense di 1,9 trilioni di dollari, pari a circa il 6% del PIL, e prevede che il debito pubblico detenuto dal pubblico raggiunga il 136% del PIL entro dieci anni (oggi è il 124,6%).
La Francia, pur essendosi impegnata a ridurre il disavanzo al 5% del PIL dal 5,4% dello scorso anno, fatica a consolidare i conti, mentre il debito pubblico ha raggiunto il 118% del Pil.




