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Matteo Salvini sfida gli oppositori interni: «Chi critica non rappresenta la Lega»

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di Cesare Zapperi

Il vicepremier e ministro alla Versiliana: «Questo non è solo il partito del Nord». E ora l’appuntamento di Pontida a settembre diventa un test

«La Lega c’est moi». Non la dice proprio così, ma è un Matteo Salvini che fa il verso al Re Sole Luigi XIV quello che sfidando il caldo opprimente della vigilia di Ferragosto si presenta al Caffè della Versiliana per un’intervista pubblica. Non in quella sede, perché domande sulla situazione interna della Lega curiosamente non vengono poste, ma appena prima di salire sul palco il segretario distilla parole che non faranno piacere a quanti in queste settimane hanno avanzato dubbi sulla sua leadership.

«C’è la Lega che ha 500 sindaci e decine di migliaia di iscritti — osserva il segretario a chi gli chiede cosa risponde alle critiche —. Se qualcuno ha delle sue riflessioni da fare ben vengano. Ma la Lega è il partito del Nord, del Centro, del Sud. Se ci sono alcune persone che la pensano in maniera diversa viva la democrazia però non è il partito. Il partito è qua oggi». Cioè, oltre a Salvini (con Francesca Verdini in prima fila), l’ex vicesegretario Andrea Crippa, l’eurodeputata

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