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Uranio alla bergamasca: in val Seriana c’è una miniera da mille tonnellate

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La miniera di Novazza è uno dei giacimenti più grandi d’Italia e, grazie alle nuove norme sull’atomo, potrebbe essere riaperta. Sempre che superi le imposizioni ambientali e il veto della popolazione locale.

Si tratta di una miniera che nasconde circa mille tonnellate di uranio metallico. Ma questo giacimento – tra i più grandi d’Italia – fu chiuso nel 1987, cioè successivamente al referendum popolare sul nucleare. Una ricchezza enorme abbandonata che, se sfruttata, consentirebbe al nostro Paese di riannodare il discorso del nucleare senza dipendere dall’estero per l’approvvigionamento della materia prima.

Stiamo parlando della miniera di Novazza di Valgoglio, in alta Valle Seriana, che potrebbe riaprire se andrà in porto il progetto di Zenith Energy. La società energetica internazionale, con sede in Canada, ha infatti presentato ad aprile scorso, al ministero dell’Ambiente, la richiesta di una Valutazione di impatto ambientale (Via), uno studio obbligatorio per stimare gli effetti di un’eventuale fase di esplorazione della miniera. La Via è stata depositata dalla società italiana del gruppo Zenith, Futuro energetico italiano (Fei), costituita ad hoc per sviluppare i progetti nel nostro Paese.

Il piano di Zenith Energy per il giacimento delle Orobie

La strada che il gruppo energetico ha davanti a

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