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La fuga di Trump. L’Air Force One usato come «esca» per depistare l’Iran

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di Matteo Persivale

A bordo membri dell’esecutivo e giornalisti

DAL NOSTRO INVIATO 
NEW YORK – La vicenda del cambio d’aereo top secret di Donald Trump, il mese scorso, dopo la conclusione del vertice Nato in Turchia, si arricchisce di particolari sorprendenti. L’altro giorno, il Washington Post aveva rivelato che da Istanbul a una base militare britannica, nella prima tratta del volo, Trump era sì salito sul Air Force One davanti alle telecamere ma era poi sceso di nascosto, tramite il montacarichi sul retro, e in un furgone di servizio era stato portato su un aereo militare lì accanto, e su questo aereo aveva viaggiato fino in Inghilterra. 

Il motivo: una minaccia ritenuta realistica dall’intelligence di attacco missilistico da parte dell’Iran contro il presidente americano, Ieri, ecco nuovi elementi. Si trattava di un «aereo esca» con i passeggeri usati come potenziale bersaglio mobile? Di sicuro oltre ai giornalisti c’erano sul «volo esca» il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario al Tesoro Scott Bessent mentre il segretario alla Difesa Pete Hegseth era sul volo segreto con Trump

Anche i membri dello staff presidenziale Natalie Harp, Walt Nauta e Dan Scavino erano con Trump, prima sul furgone

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