
di Silvia Morosi
L’allarme lanciato dal Wwf in occasione della Giornata mondiale dell’elefante che si celebra il 12 agosto
Antichi simboli di saggezza, forza, fortuna e protezione, gli elefanti affrontano un grave rischio di estinzione. In un secolo l’Africa ha perso oltre il 90% dei suoi esemplari (passati da 12 milioni a circa 415mila), mentre in Asia la popolazione selvatica si aggira tra i 40.000 e i 50.000 individui, distribuiti in 13 Paesi dell’Asia meridionale e sud-orientale, minacciati da bracconaggio, commercio illegale di avorio, perdita di habitat e conflitti con l’uomo. Sono questi alcuni dei dati allarmanti diffusi dal Wwf in occasione della Giornata mondiale del 12 agosto, ricordando l’importanza vitale di questa specie per la biodiversità.
In particolare, l’Africa ospita due specie: l’elefante africano di savana(Loxodonta africana), il più grande mammifero terrestre vivente, classificato come «in pericolo» (Endangered) dalla Lista Rossa dell’Iucn e l’elefante africano di foresta(Loxodonta cyclotis), più piccolo, classificato come «in pericolo critico» (Critically Endangered). Migliore, ma non rassicurante, la condizione dell’elefante asiatico (Elephas maximus), l’unica specie di elefante presente nel continente asiatico e classificata come «in pericolo» (Endangered).
Da oltre 30 anni il Wwf lavora per la conservazione degli elefanti attraverso programmi che uniscono




