
La sesta posizione è in mano alla giapponese Panasonic, con 22,7 GWh, una crescita del 10,2% e una quota in discesa dal 4,1% al 3,7%, mentre al settimo si piazza un’altra cinese, EVE, che mette a segno la miglior crescita percentuale con un +51,7% a 20,9 GWh (la sua penetrazione sale dal 2,7% al 3,4%). All’ottavo posto troviamo l’unico produttore in calo, la coreana SK ON: i 19 GWh di celle consegnate implicano una flessione del 6,7%, il che porta la quota a contrarsi 4% al 3,1%. Infine, la classifica si chiude con altre due cinesi, Svolt (+40,9% a 15,7 GWh e un peso salito dal 2,2% al 2,6%) e Sunwoda (+13,7% a 14,5 GWh, quota dal 2,5% al 2,4%).
La ricerca mette in risalto anche la forte concentrazione dell’industria delle batterie: i primi dieci produttori controllano quasi il 90% del mercato. Al di fuori della top ten, infatti, ci sono realtà capaci di sfornare appena 73,3 GWh di celle: sono cresciuti del 26,6%, ma la loro quota è di appena il 12,1%, per quanto in aumento rispetto all’11,4% di un anno fa. Non solo. Come si vede dalle performance di coreani e giapponesi, il mercato si sta concentrando in poche mani, per lo più




