
di Maria Teresa Meli
Il filosofo: «Nel Pci e nella Dc si discuteva e poi si dava la linea, oggi no»
«Il Campo largo? Un’alleanza senza un’idea del mondo». Massimo Cacciari va dritto al punto, come sempre. Sul centrosinistra non ha dubbi: il problema non è tattico, è di sostanza. Manca, dice, ciò che dovrebbe venire prima di ogni coalizione: un’idea.
Professor Cacciari, perché è così difficile costruire un’unità politico-strategica nel campo del centrosinistra, come ha dimostrato la risoluzione parlamentare di mercoledì scorso siglata solo da Pd, M5S e Avs?
«Perché è inevitabile che sia così. Un’unità politico-strategica non può nascere soltanto dal primum vivere. Il premio di maggioranza costringe a fare la coalizione, questo è ovvio, ma non si può pretendere che da un motivo così — sopravvivere elettoralmente — nasca un’alleanza strategica vera. Mi sembra evidente. Le coalizioni serie si costruiscono sulla base di analisi, di dibattiti, attraverso mozioni congressuali che stabiliscano modalità, termini e limiti dell’alleanza. E soprattutto nascono da partiti con un’organizzazione solida e gruppi dirigenti altrettanto solidi. Senza questo, non c’è coalizione che tenga».
E oggi, su questo fronte, cosa manca?
«Tutto. Sulle grandi questioni, in particolare quelle internazionali, non si è




