di Leonard Berberi
Il fondo Usa, che ha vinto la battaglia da 6,7 miliardi di euro, punta ad aumentare i ricavi e i margini. Nessun taglio «materiale» del personale nel primo anno
Dal 2027 easyJet potrebbe lasciare definitivamente il campo low cost per diventare sempre più una compagnia «tradizionale» con un vero programma fedeltà, un prodotto per la clientela business, maggiore attenzione al segmento vacanziero, più servizi a pagamento (o con i servizi attuali fatti pagare di più) e accordi commerciali con altri vettori per effettuare voli in codeshare, soprattutto per portare passeggeri destinati fuori dall’Europa o appena sbarcati nel continente.
In tutto questo, nel primo anno di cambio di gestione, non sono previsti tagli «materiali», ma ciò lascia aperta l’opzione di una ristrutturazione. Sono questi alcuni dei punti di un lunghissimo documento (58 mila parole, 305 mila caratteri), contenente anche il piano strategico, che il fondo di private equity Apollo ha depositato, tramite il veicolo Bidco, presso gli organi britannici dopo aver vinto la battaglia per rilevare easyJet per 6,7 miliardi di euro, battendo il fondo rivale — anch’esso statunitense — Castlelake.
Il testo, molto dettagliato sul piano formale ma ancora vago su




