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La Germania del regista Felix Randau che non riesce a fare i conti col passato

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di Paolo Mereghetti

Al festival del cinema di Locarno, la prima mondiale di «Ich ist ein Anderer», film incentrato su Felix Kersten, l’ex massaggiatore del capo delle SS naziste Heinrich Himmler

Attento alle valenze «politiche» dei film, il programma di Locarno fa spesso i conti con la Storia, quella di ieri e quella di oggi.

Ambientato nel 1952, su un treno diretto a Oslo, Ich ist ein Anderer (Io è un altro) di Felix Randau ci racconta il confronto tra l’ex massaggiatore di Himmler Felix Kersten (Claes Bang), che si vanta di aver usato la sua influenza sul leader nazista per liberare migliaia di ebrei dai campi, e Hedda (Valerie Pachner), giornalista della Germania dell’Est convinta che invece sia un millantatore.

Kersten (1898-1960) è stato un personaggio reale, al quale sono state riconosciute moltissime liberazioni di prigionieri ebrei, specie del Nord Europa, ma anche molte invenzioni e manipolazioni, tanto da non vedersi attribuire il titolo di «Giusto tra le Nazioni».

Hedda invece è un personaggio di fantasia, a cui il regista e sceneggiatore delega il compito di scavare non tanto nelle affermazioni stentoree di Kersten ma di far emergere le contraddizioni di tutto un Paese,

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