di Alessandro Sala
I risultati di un’indagine Ipsos Doxa per Fondazione Capellino in 9 Paesi occidentali: gli italiani si distinguono per sensibilità generale e considerano clima, inquinamento e rifiuti i principali problemi.
Gli italiani sono un popolo fortemente ambientalista, più di quanto lo siano i cittadini di altre nazioni occidentali. Il loro interesse per la biodiversità, se glielo si chiede espressamente, è elevato. Tuttavia non occupa il posto centrale tra le priorità ambientali percepite, che invece si concentrano più sul cambiamento climatico, l’inquinamento, i rifiuti e il consumo di suolo. È quanto emerge da una ricerca internazionale promossa dalla Fondazione Capellino, che ha coinvolto un campione rappresentativo di cittadini di età compresa tra i 18 e i 75 anni in Italia e in altri otto Paesi: Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Germania, Francia, Spagna, Olanda e Belgio.
Alla domanda su quanto gli interpellati si considerassero sensibili e attenti rispetto alle tematiche ambientali, ha risposto positivamente il 93% degli italiani che ha misurato il proprio livello di partecipazione con un voto superiore a 6, su una scala di 10; percentuale che diventa del 73% se si considerano soltanto i voti da 8 a 10, ovvero quelli che esprimono un




