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Trame, liti e assenza di un progetto. E se il Campo largo non regge?

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di Paolo Conti

I (tanti) dubbi degli osservatori progressisti sulla coalizione anti Meloni

Ma questo benedetto Campo largo terrà? Ce la farà ad andare avanti, a trovare un programma comune? La faccenda, nell’area progressista, è serissima. E Nadia Urbinati, politologa, docente alla Columbia University non sembra sottovalutarla: «Vedo la situazione italiana in grande difficoltà. Sono preoccupata dall’eventualità che la destra vinca alle elezioni: troppi gli obiettivi in campo per un italiano democratico che tenga alla Costituzione. Penso che questi giochi, queste scaramucce e trame nel Campo largo siano deleteri e dimostrino scarsa responsabilità verso il nostro tempo e verso problemi che possono essere fatali. Mi preoccupa che non ci sia la capacità di andare oltre le aspirazioni individuali. Occorrerebbe guardare al Paese, essere disposti alla mediazione, alla comprensione, al compromesso. Sono attonita di fronte a questo discutere a mulinello…».

Dice Antonio Padellaro, fondatore ed ex direttore de Il Fatto: «Il Campo largo, o come si chiamerà, andrà avanti sui giornali, in tv, in mezzo agli slogan. Ma il punto vero è uno: se dovessero vincere le elezioni, dovranno governare. Con quale programma? Si parla molto di politica estera ma alla fine una sintesi si troverà, e poi

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