Home / Esteri / Le frasi choc e l’ambiguità su Israele. Ma il «provocatore» dem El-Sayed convince il Michigan

Le frasi choc e l’ambiguità su Israele. Ma il «provocatore» dem El-Sayed convince il Michigan

image

di Matteo Persivale

Il «socialista» favorito nelle primarie democratiche per il Senato Usa. Un altro simbolo di un partito diviso

DAL NOSTRO INVIATO
NEW YORK – «Un commento sull’uccisione di Khamenei? No, qui (Dearborn, Michigan, 45% degli abitanti sono musulmani, ndr) c’è tanta gente triste». «Le persone ferite feriscono le persone» (commento dopo l’attacco terroristico a una sinagoga del Michigan piena di bambini da parte di un libanese naturalizzato americano legato a Hezbollah, ndr). «Auspicabilmente, basta attaccare a un palo la testa di un orco per scoraggiare tutti gli altri» (commento sul senatore dem fortissimamente pro-Israele John Fetterman). «Se loro abbassano il livello, noi li portiamo nel fango e li strozziamo». «Non comincio le risse, le finisco». In sintesi: «Non sono qui per essere gentile».

No, di sicuro non è qui («qui» è il Michigan, che vota oggi per le primarie democratiche) per essere gentile, Abdul El-Sayed, 41 anni, americano di prima generazione (genitori egiziani), e candidato alla nomination democratica per il Senato degli Stati Uniti: si vota oggi e El-Sayed può perdere soltanto se tutti i sondaggi visti fin qui, e le previsioni di Polymarket, si riveleranno clamorosamente sballati. 

L’evoluzione del partito

El-Sayed resterà, comunque vada

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: