C’è un mistero che riguarda la crescita economica degli Stati Uniti. E naturalmente questo mistero chiama in causa l’intelligenza artificiale. Dunque la crescita del PIL americano è rallentata nell’ultimo trimestre: si è passati dal più 2,1% del trimestre precedente a più 1,5% nell’ultimo trimestre. E’ pur sempre una crescita positiva e anche abbastanza ragguardevole se paragonata a quella europea, ma c’è questo rallentamento, questa frenata.
Eppure, al tempo stesso sono dinamici sia gli investimenti delle imprese americane sia i consumi delle famiglie americane. E allora com’è possibile, se i consumi e investimenti vanno forte, perché rallenta la crescita?
E qui subentra il ruolo delle importazioni. L’economia americana ha aumentato le sue importazioni, quindi i dazi di Trump, come confermato, hanno un impatto scarso. Ma soprattutto si tratta di importazioni in un settore molto, molto specifico: i microchip per l’intelligenza artificiale, che gli Stati Uniti comprano ancora in abbondanza da Taiwan, ovviamente anche dalla Corea del Sud, in parte minore da Giappone e anche Cina.
Gli Stati Uniti stanno cercando di rafforzare la propria capacità domestica di produzione di microchip. La rinascita della Intel californiana è un esempio, però ci vuole tempo. Nel frattempo la rivoluzione dell’intelligenza artificiale crea




