
di Simone Canettieri
Opposizioni all’attacco. Il Pd: «Venga in Parlamento»
La partita è appena iniziata. Perché dopo la mossa della lettera, adesso Giorgia Meloni pensa alle proposte. A partire dalla creazione di nuovi centri di rimpatrio «modello Albania» fino a patti economici ancora più stringenti con i Paesi africani.
Tutto si è messo in moto nelle ultime 24 ore. L’idea del documento dei 22 nasce da una telefonata venerdì mattina fra la presidente del Consiglio e la prima ministra danese Mette Frederiksen (socialdemocratica, dettaglio non banale). La premier lancia e condivide con la collega l’idea della missiva. Che si può leggere con lenti di politica estera e interna. Le prime: l’Italia è in grado di portare tutta (o quasi) l’Europa a «bordo» sulle sue posizioni, dopo il patto di migrazione e asilo, perché «la difesa delle frontiere esterne dell’Unione non è l’interesse di una singola nazione. È una responsabilità comune dell’Europa».
La seconda: per Meloni è un modo per dimostrare alle opposizioni (Roberto Vannacci compreso) che «è tutt’altro che isolata». Mentre la «sinistra pensa al caldo», è la battuta di Palazzo Chigi riferita all’ultima iniziativa di Elly Schlein. La segretaria del Pd le ricorda però




