
Il serbo, schierato in regia, è stato il migliore in campo a Hong Kong contro il Manchester City, sfiorando anche il gol. Una prova convincente da vice Calhanoglu
Un paio d’anni fa, a Lucerna, quando si divertiva a fare il regista sotto Mario Frick allenatore, Aleksandar Stankovic aveva dribblato così una delle svariate domande sul padre: “Io mi chiamo “Ale” e sogno di giocare nell’Inter. Il resto dipenderà solo da me”. Ci aveva visto lungo.
che impatto col city—
Il figlio di Dejan si sta prendendo i nerazzurri piano piano, in silenzio, grazie a prove di spessore. Contro il City s’è piazzato in regia e ha smistato palloni come se piovesse: 15 passaggi indovinati su 16 nella metà campo avversaria, 16 su 17 nella sua, 33 totali. A referto anche sei lanci lunghi precisi su sei e un destro neutralizzato da Donnarumma, che a metà primo tempo ha alzato i guantoni dopo un coast to coast del 5. Lo stesso numero del padre. Stankovic, in campo per un’ora, è uscito a testa altissima da Hong Kong incassando applausi: di fronte a lui c’era il City di Maresca, privo di Rodri ma comunque temibile. Soprattutto in mezzo.
futuro da regista—
Per




