
di Silvia M. C. Senette
Le consigliere comunali di Giulia Bortolotti e Alessia Tarter attaccano la gestione dei social e del personale amministrativo
«Il tema non è la legalità: è l’opportunità di un uso dei social spericolato e affidato, per visibilità personale, a dipendenti pagati con le risorse pubbliche. Senza contare che abbiamo un sindaco che vuole fare il green che va in bicicletta e poi gli servono due autisti». Sono fendenti affilati quelli firmati da Giulia Bortolotti, consigliera comunale di Onda, a margine di un ping-pong aperto da un’interrogazione presentata dalla stessa Bortolotti assieme alla collega Alessia Tarter e chiuso dalla risposta scritta fornita dal sindaco Franco Ianeselli.
L’attività di comunicazione del primo cittadino è finita nel mirino della civica per l’uso dei profili personali sui social network. Reel come quello che ritrae Ianeselli in piscina, definito «Cringe» da Bortolotti, o l’invito a far controllare i funghi raccolti hanno sollevato interrogativi sulla «linea di demarcazione tra informazione istituzionale e promozione della figura politica». Un terreno su cui si è innestata la richiesta formale di chiarimenti in merito alla composizione, alle mansioni e ai costi del Gabinetto del sindaco».
Nelle quattro pagine di risposta, Ianeselli specifica




