![]()
di Olivio Romanini
La piazza, le polemiche e il muro contro muro dopo la morte del 42enne al Pilastro durante un intervento di polizia in una città ormai cambiata
Da quando Abderrahim Fakir è morto mentre era ammanettato da due agenti al Pilastro è scoppiato il finimondo. La città è stata attraversata dal dolore della famiglia, dal durissimo muro contro muro tra chi aveva già decretato che ci trovavamo di fronte a un altro caso Floyd e tra chi assolveva a prescindere poliziotti, sanitari, medici.
Bologna è diventata l’epicentro di qualcosa di più grande con racconti e giudizi espressi da lontano che, inevitabilmente, non hanno sempre colto la complessità di quello che avveniva tra le mura «della vecchia signora dai fianchi un po’ molli». La città è stata attraversata anche da una notte di guerriglia, polemiche, un’accesissima battaglia legale tra le parti.
Le minacce al sindaco e il momento mai così drammatico
E ancora, da divisioni dolorose, critiche al sindaco poi sconfinate in minacce che hanno portato la Prefettura a concedergli una scorta. Abbiamo deciso, per qualche giorno, di sospendere gli editoriali sul Corriere di Bologna che avrebbero inevitabilmente riguardato il caso del momento e di




