
di Silvia Madiotto e Martina Zambon
In Consiglio regionale è approdato l’assestamento di bilancio. L’opposizione: «I soldi ci sono, è la politica che deve agire». Ma per il centrodestra i fondi devono restare vincolati
L’aveva messo nero su bianco la Corte dei Conti la scorsa settimana durante il giudizio di parifica: gli eventuali debiti legati ai Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina e gli ormai consolidati extra costi legati alla superstrada Pedemontana sono una doppia spada di Damocle sui conti della Regione. Ieri (27 luglio) il tema è deflagrato, numeri alla mano, in consiglio regionale. Ne sono convinte le opposizioni e, a microfoni spenti, anche qualche esponente della nuova amministrazione che mal digerisce la pesante eredità olimpica lasciata dall’era Zaia.
L’assestamento per il bilancio
Il parlamentino veneto è impegnato da ieri in una maratona lunga tre giorni sulla manovra di assestamento per il bilancio di previsione triennale 2026-2028. La premessa sembrava essere delle migliori, l’avanzo 2025 ammonta alla bellezza di 163 milioni (di cui una trentina per gli extra Lea, i Livelli essenziali di assistenza, in Sanità), circa un centinaio in più rispetto allo storico. Risorse «aggiuntive» legate al fondo obbligatorio di liquidità cancellato quest’anno e a un accordo




