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Caro-energia, per le famiglie venete stangata da 3 miliardi: «Serve puntare a più rinnovabili e gruppi d’acquisto»

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di Gianni Favero

La Cgia fa il conto per il Veneto: sui carburanti 1,3 miliardi in più. L’esperto: «Poco gas a disposizione»

A bocce ferme, cioè se i prezzi di gas, energia elettrica e carburanti dovessero rimanere quelli attuali, alla fine di quest’anno imprese e famiglie venete avranno pagato una bolletta aggregata supplementare vicina ai 3 miliardi di euro, il 15,8% in più rispetto allo scorso anno. E, nel breve periodo, gli strumenti di difesa paiono poco affilati: a parte il ricorso a forme di acquisto organizzato con la garanzia di tariffe fisse per alcuni mesi e lo sviluppo di soluzioni di autoproduzione riescono oggi appaiono le uniche soluzioni a portata di mano.

Il peso del rincaro complessivo lo ha calcolato ieri la Cgia di Mestre nel suo consueto report del sabato, incrociando dati del ministero dell’Ambiente e sicurezza energetica (Mase), di Terna, dell’Authority dell’energia elettrica (Arera), del Gestore dei mercati energetici (Gme) e dell’agenzia europea di statistica Eurostat. Il risultato è la somma degli aumenti delle varie voci di spesa, a cominciare da quelle di benzina e gasolio, lievitate, nell’ordine, del 14,4% e del 18,5% dall’inizio delle ostilità nel Golfo Persico. Alla fine dell’anno ogni cittadino

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