Il segreto dell’olandese è una potenza lattacida che in gruppo ha solo lui. E che viene dal ciclocross, oltre che da un talento speciale
Collaboratore
26 luglio – 22:11 – MILANO
Un capolavoro assoluto. Quello che ha fatto Mathieu van der Poel sul traguardo degli Champs-Élysées andrebbe incorniciato e messo tra le opere più belle del Louvre. Un capolavoro di sofferenza, di forza, di resistenza. E il fuoriclasse olandese era probabilmente l’unico sulla terra a poter fare quello che ha fatto: van der Poel ha questa capacità di fare sforzi estremi, di sfruttare al massimo la potenza lattacida. È questo che ha prodotto i trecentocinque metri finali del Tour, trecentocinquanta metri mai visti. L’attacco decisivo van der Poel l’ha lanciato sulla terza salita di Montmartre assieme alla maglia gialla Tadej Pogacar. Collaborando per mettere più strada possibile fra loro e gli altri, hanno resistito al ritorno degli uomini veloci del gruppo, che volevano a ogni costo riappropriarsi dell’ultimo traguardo del Tour.
una balena pronta a ingoiarli—
A un chilometro e mezzo dal traguardo la coppia di fuoriclasse procedeva a tutta, con cambi regolari, con



