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Sciacca, i cinque cani sopravvissuti al maltrattamento salvati dalla Lega Italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente

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Michela Vittoria Brambuilla: «L’associazione si costituirà parte civile al processo»

Sopravvissuti all’inferno, i cinque cani di Sciacca (due cuccioli, la loro madre e due altri adulti) sono stati salvati due volte dalla Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente. La prima perché l’associazione presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla ne ha ottenuto dalla locale Procura l’affido definitivo, sulla base dell’art. 260 bis del codice di procedura penale, introdotto con la legge Brambilla: una decisione presa a tempo di record, sei giorni dopo la denuncia. La seconda perché LEIDAA garantirà finalmente ai cinque cani una nuova vita.
«Non appena sono venuta a conoscenza della tragedia di Sciacca – commenta l’on. Brambilla – mi sono subito attivata: tanto dolore e tanta crudeltà non potevano che trovare una risposta della Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente che è riuscita ad avere l’affido definitivo di queste povere anime attraverso l’articolo 260-bis del codice di procedura penale, come riformulato proprio dalla legge Brambilla. Così abbiamo posto fine a una vicenda che, altrimenti, si sarebbe trascinata per cinque-sei anni come spesso accade nei processi penali e quei cagnolini sarebbero probabilmente rimasti nella disponibilità del delinquente che ne aveva uccisi quattro. A tutti gli

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