
Ottantamila persone costrette a lasciare un concerto mentre dal cielo cadono chicchi di grandine grandi diversi centimetri. Il terreno reso scivoloso dalla pioggia, le strade parzialmente allagate, gli spettatori alla ricerca di un riparo e alcuni feriti colpiti alla testa.
Quanto accaduto sabato 18 luglio durante il secondo concerto milanese di Bad Bunny, all’Ippodromo Snai La Maura, non è soltanto un episodio destinato a entrare nella cronaca dell’estate. È anche un avvertimento su come stiano cambiando i temporali in Italia e sulla necessità di ripensare la gestione degli eventi che raccolgono decine di migliaia di persone in spazi aperti.
Il concerto è stato prima interrotto e poi definitivamente annullato. Dopo un iniziale invito al pubblico a rimanere sul posto, il peggioramento delle condizioni meteorologiche ha imposto l’evacuazione dell’area. Diversi spettatori sono stati soccorsi dal personale del 118 e Live Nation ha successivamente annunciato il rimborso integrale dei biglietti.
La cella nata in meno di un’ora sopra la Lombardia
Secondo la ricostruzione elaborata da Radarmeteo e Hypermeteo, sulla Lombardia era presente una massa di aria calda e umida, alimentata dall’espansione dell’anticiclone africano. Contemporaneamente, una perturbazione sull’Europa centrale stava spingendo verso il Nord Italia aria più fresca e instabile.
Il contrasto tra




