di Emily Capozucca
Rongone: «L’attenzione è ora rivolta a un ulteriore salto di qualità nell’esecuzione, assicurandoci che ciascuna di queste priorità si traduca in risultati concreti e costanti nel tempo»
Risultati solidi e una visione precisa di crescita di lungo periodo. Moncler ha archiviato la prima metà dell’anno con numeri in crescita nonostante un contesto macroeconomico che il presidente esecutivo Remo Ruffini definisce «complesso e difficile da prevedere». Il gruppo guidato dal primo aprile scorso da Leo Rongone, ha chiuso il semestre con un fatturato in salita del 5% (9% a tassi costanti) raggiungendo 1,29 miliardi. L’Ebit è salito a 245,4 milioni, con un margine del 19%, in aumento rispetto al 18,3% del 2025 e il risultato netto raggiunge 164,7 milioni.
I marchi
Entrando nel dettaglio, le vendite del marchio Moncler sono cresciute del 5% raggiungendo 1,089 miliardi, mentre Stone Island , del 7% a 200,3 milioni. Nel secondo trimestre il gruppo ha registrato 409,3 milioni di ricavi (+5%), con entrambi i marchi in progresso. A spingere le vendite è stata soprattutto l’Asia, principale motore della crescita: Moncler ha segnato un +13%, con Cina e Corea in forte espansione mentre Stone Island ha persino fatto meglio (+15%).




