
Ma come si traducono concretamente tutte queste attività? Martinet ha citato diversi esempi, tra cui la Renault 5 e la sesta generazione della Clio.
Sulla compatta elettrica, oltre il 26% dei materiali proviene da attività di economia circolare, più del 19% delle plastiche è riciclato, i motori sono privi di terre rare e le batterie sono progettate per aumentare durata, riparabilità e riciclabilità. Non manca l’acciaio riciclato nella carrozzeria, insieme ad altre soluzioni che ogni automobilista può toccare con mano.
Dati ancora migliori sono stati raggiunti con la Clio: il 34% dei materiali proviene dall’economia circolare, il 92% delle fibre tessili dei sedili è riciclato, così come il 50% del polipropilene utilizzato per il cruscotto e il 50% dell’alluminio impiegato per i cerchi.
C’è però ancora molto da fare. “Oggi dall’85% al 95% di ogni veicolo è riciclabile, ma non esistono ancora strumenti adeguati per recuperare realmente tutto”, ha spiegato Martinet, citando come esempio schiume e giunzioni. “Siamo al 30% perché esistono vincoli elevati”, ha aggiunto, ricordando come in molti casi non sia possibile mescolare materiali vergini e materiali riciclati per ragioni di qualità e sicurezza.
Per superare questi limiti, una delle principali soluzioni è il cosiddetto Ecodesign: progettare prodotti




